La s-fiducia

Gennaio 26, 2008 on 7:40 pm | In politica | No Comments


Qualcuno aveva definito il nostro paese, qualche giorno fa, usando un aggettivo inusuale: un paese s-filacciato.
Poi è arrivata la s-fiducia.
E c’è chi pronto già rilancia la s-fida.
Il dibattito stavolta non impazza. E’ la maionese che impazza.
E il carnevale.
C’è chi ha atteso la caduta del governo per dimettersi. Un governo dimissionario che aveva già pronto un decreto per dimetterlo. Forse spera ora nell’effetto alone che le dimissioni di Prodi, dopo la parlamentarizzazione della crisi, possono esercitare sul suo caso.
Una intera classe politica vittima di…
Ma le due situazioni, quella di Prodi e quella di Cuffaro, sono ben diverse ed è questo il punto che dovrebbe cavalcare la “residua” e l’aspirante classe dirigente nella futura campagna elettorale.
Che già si annuncia fatta di promesse (abolizione dell’ICI e, chissà, pacchi viveri sganciati dall’alto sulle teste delle famiglie indigenti), minacce contro la magistratura e chi attenta all’incolumità della Casta.
E allora dovrà essere la questione morale ad occupare il centro del dibattito e della campagna elettorale, perché mai come in questo caso essa appare palesemente come la prima radice della crisi politica in cui è precipitato il paese.
Non tanto le paure corporative, non proprio lo sconforto e la s-fiducia, non solo lo sdegno motivato di fronte allo spettacolo di questo autoaffondamento, ma il rilancio di una indignazione morale nei confronti di quella parte del paese che ha le maggiori responsabilità dello sfascio.
Quella parte che ha fatto a pezzi la costituzione per costruirne una a proprio uso e consumo.
Quella parte che ha voluto solo la spettacolarizzazione della vita pubblica, perché crede narcisisticamente di essere il miglior attore in commedia.
Quella parte  che vorrebbe trasformare le sedi della democrazia in una succursale del Grande Fratello (Irene Pivetti su raiuno oggi) portando le telecamere nelle riunioni di partito.
Questi sono i responsabili dello sfascio, con questi non ci salveremo mai!
Smascheriamo senza paura le loro malefatte.
Anzi: stiamo a guardare. Son certo che non resisteranno e getteranno da soli la maschera.
Presto, molto presto.
Il Carnevale è già finito.

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