Il mondo dei giovani, tra creatività e bisogni.

Novembre 18, 2007 on 10:59 am | In vita scolastica, idee, giovani | No Comments

Settimana intensa, segnata dalla partecipazione ai consigli di classe bimestrali, dall’avvio “a regime “ di attività laboratoriali con i miei ragazzi e dall’incontro, tenutosi giovedì pomeriggio presso il Centro Polivalente di Martina Franca, per il lancio ufficiale del progetto Bollenti Spiriti, voluto dall’amministrazione regionale e arrivato ormai alla fase di approvazione del progetto esecutivo.
Voglio partire  proprio da quest’ultima: si tratta di un’iniziativa mirante al recupero urbanistico di siti presenti in numerose città pugliesi e al successivo loro affidamento, attraverso regolare bando, a cooperative di giovani costituitesi in reti associative, per la gestione e l’erogazione di servizi destinati ai giovani stessi.
Su Martina Franca sono stati individuati due siti da recuperare: i locali dell’ex Tennis Club con annesso anfiteatro e la Casa Cappellari,  nel centro storico.
L’idea è quella di arrivare ad offrire ai giovani una serie di servizi nelle aree della formazione (scrittura creativa, promozione turistico-culturale, musica, recitazione ed espressione corporea, allestimento scenico, artigianato, arti contemporanee e design sostenibili, promozione turistico-culturale, tecniche multimediali,) e della produzione di servizi, anche di noleggio di attrezzature e spazi dedicati : sala prove con noleggio di strumentazione musicale, sala registrazione, nolo anfiteatro, acquisto materiale da mediateca, nolo spazio laboratori, nolo spazio per iniziative culturali (mostre-presentazione di libri –concertini), realizzazione e montaggio video c/terzi.
Qualche dubbio permane sulla sostenibilità dell’impresa, vista l’esiguità dei fondi pubblici disponibili per la gestione del solo primo anno di attività.
La partecipazione dei giovani alla promozione di questa iniziativa non è stata esaltante, ma comunque il progetto merita di essere seguito con attenzione.
La scuola dovrà fare la sua parte (promozione, sensibilizzazione, orientamento).

E di orientamento ed ascolto, come diceva un giovane regista a margine della presentazione di Bollenti Spiriti, questi giovani hanno urgente bisogno. Da parte mia ho iniziato, in tre delle 4 classi che gestisco,  un percorso laboratoriale di scrittura autobiografica. Utilizzando lo strumento “diario” presente sulla piattaforma Moodle, i ragazzi hanno cominciato a scrivere di sé.
Sto iniziando a leggere le loro storie e continuerò per qualche tempo il percorso per affinare lo strumento.
Per ora la sensazione del compito più difficile per l’insegnante.
Se scendiamo dalla cattedra e cominciamo ad ascoltare e a far parlare i ragazzi, infatti, ci accorgiamo di quanto sia molto più complesso il nostro lavoro, quanto meno sicuro il giudizio, quanto più difficile trovare la risposta giusta per ciascuno…
Ma, fortunatamente, come ben chiarisce Silvia Montevecchi, da cui ho tratto spunto per questa proposta
 
”…
l’autobiografia serve innanzitutto a chi la scrive, non a chi la legge. Può anche darsi, infatti, che non la legga nessuno. Molti anzi scrivono, ma non vogliono assolutamente che qualcuno legga le loro storie […]
Si tratta dunque di scuole “della memoria”. Per imparare a ricordare. Per non aver paura di ricordare, come spesso capita. E per narrare i ricordi, senza timori, timidezze, paure del giudizio altrui. Scuole che offrono “esercizi”, stimoli, suggerimenti, per fare i conti con il proprio passato, anche quando il bilancio può sembrare negativo, e allora – ancora di più – può essere utile tuffarsi nei ricordi nascosti, lontani, cancellati. E riscoprire fili di percorsi che sembrano inesistenti, ma poi invece si ritrovano.  E ci aiutano a continuare il cammino, sentendoci meglio con noi stessi.”  
 

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