Fuori dalla scuola

Ottobre 31, 2007 on 8:36 pm | In idee, società, cultura, politica scolastica, giovani | 1 Comment

Si chiude questo mese di Ottobre, che sarà ricordato come il mese del ritorno degli esami di riparazione.
Oggi qui da noi si son svolte le elezioni studentesche: propaganda elettorale abbastanza accesa, accuse e rivendicazioni, come al solito, ma anche diplomazia e moderazione rispetto al decreto Fioroni, di cui gli studenti hanno colto senz’altro il forte valore mediatico.  Alla domanda, fatta durante le giornate di protesta, su quale riscontro abbia avuto il decreto presso la pubblica opinione, i ragazzi si son mostrati ben consapevoli di ciò che arma la mano del ministro.
Ma sono anche consapevoli, e non si preoccupano di mostrarlo, degli interessi che si vanno da una parte a “coltivare” e dall’altra a colpire, in questa società dove il conflitto permanente è ormai la regola.
Sentite cosa ne pensa il nostro J di terza classe:

Secondo tutti gli studenti è una vera follia […]ed è anche un imbroglio, perché a studiare nei mesi estivi per sostenere l’esame dopo otto mesi di scuola non ci pensa nessuno[…]oltre a questo ci sono i corsi di recupero a scuola, in cui i professori per un’ora di lezione percepiscono 50€[…]quindi i professori possono abusare di questi strumenti per rovinare non soltanto l’alunno, ma anche le famiglie italiane, perché per pagare questi professori, di conseguenza, il governo italiano deve anche aumentare le imposte sulle famiglie….

Eh già, questo tema del sacrificio economico delle famiglie ha fatto breccia! Si spera in positivo, in senso responsabilizzante, o almeno lo spera il ministro. L’altro tema è quello dell’imbroglio, ovvero dell’inefficacia del provvedimento. I due temi sono strettamente legati dal cerchiobottismo dell’italica politica.
Con i 50 euro, infatti, si tacitano le proteste delle famiglie, che non devono pagarsi le lezioni private dei figli, e le riottosità dei docenti, che comunque finiranno per lottare all’accaparro delle comode lezioni estive.
Ma, si sa, non si può quadrare il cerchio!
I fondi da stanziarsi sono già noti, con due conticini possiamo già calcolare quanti dovranno essere i “rimandati” a Settembre in ciascuna scuola.
E il nostro studente l’ha già capito che d’imbroglio si tratta…
Se dopo 8, anzi 9 mesi di scuola (senza contare gli esami di Stato)gli studenti voglia di studiare non se ne ritrovano, immaginatevi tra i professori  quale possa essere il sentimento predominante.

Si parla, anche, di mettersi a studiare da subito, e di evitare i debiti… cosa facile a dirsi ma, a realizzarsi ?!?
Come è possibile immaginare ancora, in questo clima sempre più nefasto, che nella scuola si riescano a veicolare valori educativi?
Poveri giovani! La loro agenda rivendicativa va ripensata profondamente, fuori da questa scuola possibilmente!
 

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