Quale formazione 2. Tra e-learning formale ed informale
Aprile 29, 2007 on 7:18 am | In professione docente, web, formazione, e-learning | 2 Comments
Ennesima puntata della saga FOR, dove la pace è ritornata per intercessione degli dei.
Al secondo intervento di Biondi, più dimesso nei toni e sostanzialmente contenente un riconoscimento dell’errore, hanno fatto seguito le repliche di Mazzella e Faggioli, che hanno invece smentito quanto affermato dal direttore d’Indire, cioè la necessità di un moderatore per il Caffè di For, in questo agilmente spalleggiati da quanti avevano contribuito al montare del caso.
Ora si discute (ancora) sul senso e sulla funzione di quest’area, l’unica che abbia funzionato in queste prime settimane. Da parte Indire s’invita a considerare tutto quanto ruota attorno al Caffè, cioè materiali, gruppi di discussione e di lavoro etc… Dall’altra c’è chi rivendica la centralità del Caffè ed invoca maggior libertà ed apertura (ma guarda?)criticando aspetti come tempistica e modalità di iscrizione e gestione dei gruppi di discussione.
Ma non finisce qui….avremo sicuramente una prossima puntata, sennò che saga sarebbe?
Le disavventure di For ci spingono a riprendere il filo dell’e-learning 2.0, proprio considerando come, in questa esperienza, vengano a scontrarsi ed a creare una impropria frizione due degli aspetti contemplati nell’idea della nuova formazione: formale ed informale.
A tal proposito segnalo le ottime slide di Antonio Fini, presentate allo ZenaCamp di Genova qualche giorno fa, un mashup di contributi di M.C. Pettenati e G. Bonaiuti, che ci ricordano, tra le altre cose, come la rete e l’idea del Life Long Learning abbiano ormai piena cittadinanza nella cittadella del sapere e che le occasioni di apprendimento con la diffusione delle tecnologie di rete siano diventate molteplici, tutte riconducibili alle tipologie dell’apprendimento formale, informale, intenzionale ed inaspettato.
Ma il nuovo proposto da Pettenati così nuovo non è: già nel 1973 infatti Ivan Illich, immaginando una società descolarizzata, ricordava come un buon sistema educativo dovesse avere 3 obiettivi:
-
Fornire accesso a risorse a chiunque lo voglia ed in qualsiasi momento della vita.
-
Fare in modo che chiunque voglia condividere il suo sapere possa trovare con chi farlo.
-
Creare opportunità per quelli che vogliono esporre le proprie idee pubblicamente.
Se questi sono gli obiettivi di fondo del Learning webs, l’obiettivo dell’e-learning 2.0 è quello di integrare formale ed informale, social software e formazione più o meno istituzionalizzata.
Una particolare declinazione di questo mix va opportunamente elaborata poi per quell’utenza particolare che è il mondo della scuola.
Per evitare di ricadere, dopo la sbornia di costruttivismo (almeno nei convegni degli ultimi 5 anni), nel più bieco istruzionismo, come paventano nei loro interessanti interventi Agati e Marconato, che addirittura prepara un processo alle tecnologie nella didattica.
Anche qui il discorso continua, il dibattito è aperto…
Powered by WordPress with Pool theme design by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds.
Valid XHTML and CSS. ^Top^


