Rassegna web: notizie dalla rete 2
Ottobre 29, 2006 on 7:27 am | In cultura, politica scolastica | No Comments
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Questa settimana vorrei portare all’attenzione l’ennesima discussione sulla scuola italiana, infarcita dei soliti luoghi comuni e lanciata ad arte provocatoriamente come corollario al dibattito pubblico sulla finanziaria.
Su Repubblica, o meglio sulla rivista il Sabato del Villaggio, Giovanni Valentini titola: La scuola in crisi non buca il video.
Premesse accettabili, di buon senso; è vero, il dibattito sulla crisi della scuola non tocca le coscienze, non infiamma le platee e i talk show.
Mi insospettisco invece quando si arriva al punto di dire, sulla scorta dell’ indagine demografica di turno, “…si può ragionevolmente prevedere che in futuro la domanda potenziale di istruzione e formazione professionale in Italia risulterà minore che negli altri Paesi europei.”
E’ questa quindi la vera premessa di tutto il discorso ed è facile indovinare dove si voglia andare a parare.
Il resto è appunto profluvio di luoghi comuni, ne cito solo alcuni di passaggio:
-gli insegnanti sono troppi (da noi le classi sono in media di 20 alunni)
-i costi degli insegnanti sottraggono risorse all’edilizia scolastica e ai computer (in verità questi ultimi sono l’unico capitolo d’investimento nella scuola degli ultimi 10 anni; perchè non si va a vedere dove finiscono fiumi di miliardi di Fondi Europei destinati a formazione inesistente?)
- gran parte dei docenti sono incapaci (non ci sarà qualche responsabilità nei reclutatori, visto come vanno solitamente i concorsi, sia per i docenti che, ancor più per i Dirigenti?)
Per finire con l’irriguardoso accostamento tra potenzialità dello sviluppo indotte dal sistema formativo e….dalla vittoria azzurra ai mondiali di Germania.
E questa era solo la prima puntata!!!
La seconda non può essere più logicamente conseguenziale; già  dal titolo: Maestri di scuola: eroi o fannulloni?
L’autore si dice convinto di aver toccato un “nervo scoperto”.
Il dibattito si apre a tutti i media, con il coinvolgimento dei soliti esperti, tra cui spicca una agenzia no-profit, ma vicina a Confindustria, la Tre-Elle, (Life Long Learning) che suggerisce la ricetta del secolo: il blocco del turn over.
Poi ascoltiamo la posizione del buon padre di famiglia: il ministro Fioroni.
E ancora: insegnanti stressati, brillanti intellettuali che ci spiegano “perchè non farebbero mai l’insegnante”, docenti che si vergognano per come vestono.
Questo è il quadretto dipinto dai mass media.
E’ l’ora di ribellarsi, di far emergere la vera voce e il vero volto della scuola.
Guardate il video con la registrazione dell’intervista al ministro Fioroni
Altro interessante articolo comparso sul web, sul quale il dibattito ancora non infiamma, ma che sicuramente dà da pensare, è quello scritto da Nicola Bruno, pubblicato su Apogeo on line, con il titolo È davvero collettiva l’intelligenza del web 2.0?
I riferimenti sono al concetto di intelligenza collettiva (Levy) e a quello di WEB 2.0 (il web dei contenuti prodotti dal basso). Anche qui alla base dell’articolo ci sono i risultati di una ricerca, e anche in questo caso i dati non sono confortanti.
A questo articolo risponde Giuseppe Granieri su Blognotes con un post dove si auspica il web dell’equità  piuttosto che l’utopico web dell’uguaglianza.
Da leggere.
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