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	<title>Reteuropaistruzione Blog&#038;Podcast</title>
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	<description>Un blog che parla di tecnologie nella scuola</description>
	<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 16:38:24 +0000</pubDate>
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		<title>Buon</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 09:03:56 +0000</pubDate>
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Sono anch’io sinceramente nauseato, come la collega Claudia Fanti di edscuola, dal profluvio di corbellerie con cui i media hanno intasato lo spazio comunicativo in questi giorni tradizionalmente dedicati agli auspici d’ inizio anno scolastico. 
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		<itunes:summary>Sono anch’io sinceramente nauseato, come la collega Claudia Fanti di edscuola, dal profluvio di corbellerie con cui i media hanno intasato lo spazio comunicativo in questi giorni tradizionalmente dedicati agli auspici d’ inizio anno scolastico. 
Buon ultimo Pietro Citati che, sotto la copertura della intemerata ormai stucchevole sugli stipendi degli insegnanti, con corollario di biechi luoghi comuni come quello dell’insegnante vestito male e per questo non rispettato dai suoi allievi (che evidentemente vanno guidati sola dalle belle prof  del buon Caparezza, le quali quest’anno potranno ispirare il loro look al modello Mariastella),-inanella tutta una serie di pensierini retrò che fanno il paio con lo sfoggio di competenze docimologiche del ministro Tremonti sulle colonne del Corriere della Sera.
Pertanto non dedicherò altro spazio al tema del giorno oltre le 10 righe già scritte. Del resto mi par di cogliere con certezza l’incapacità e la mancanza di volontà, da parte del ministro, di parlare di scuola con gli operatori scolastici, preferendo invece le riviste patinate su cui poter sfoggiare mise e costruire una sua immagine (tra l’altro già in crisi dopo la scoperta dei fattacci di Catanzaro).
Voglio invece rivolgere lo sguardo alla retorica governativa, quale traspare dagli articoli riportati in un giornale on line incontrato durante le mie navigazioni estive, e vale a dire IL LEGNO STORTO, webzine informativa e politica orbitante dalle parti di Libero e Il Foglio, che oltre ai commenti proposti in proprio dalla sua redazione riprende e propone al pubblico, non troppo vasto, di lettori e commentatori, -fondi di giornali nazionali; infatti: così si crea e si misura al contempo il consenso, nell’era della rete.
Già dall’epigrafe traspare una certa pretenziosità del progetto, che vuol addirittura metter dietro sé il grande Kant, da una cui frase è tratto il curioso nome del sito. Il legno storto è la materia di cui son fatti gli uomini, e quindi occorre compatirne e benevolmente tollerarne le pretese alla perfezione che pur qualcuno ancora mette a capo della propria intrapresa.
Uno storto è sicuramente don Gianni Baget Bozzo, padre gesuita e politologo di razza, ispiratore e figura di spicco nelle ultime convention di Forza Italia, tra i più sinceri adulatori del grande capo Silvio Berlusconi, a cui da ultimo riconosce addirittura il coraggio di andare oltre il liberismo.
Fama, notorietà ed età non mancano al politologo e quindi fa una certa impressione sentire che il governo Berlusconi 4 è diverso dagli altri, ultraliberale nel senso che oltrepassa il liberismo di fine secolo. I nostri intellettuali di destra crederanno anche al fatto che nel 1994, anno mirabilis della discesa in campo, vigesse “…l’egemonia culturale, il dominio, del postcomunismo sulla cultura e sulla politica…”
In realtà era già da un pezzo iniziata la deriva ultraliberista. Il problema più sentito era la mancanza di lavoro, soprattutto tra le generazioni più giovani, e ad esso si sacrificava tutto…mentre si iniziava a privatizzare. Ricordo la privatizzazione del pubblico impiego operata da Amato nel 1993, iniziava allora la svendita di tutti gli asset dello stato (sia le risorse materiali che quelle umane!).
Oggi tocca alla scuola, ultimo vessillo rimasto ancora legato strettamente all’idea di uno stato sociale che realizza i diritti sociali della costituzione. Con gli ultimi interventi governativi si prepara una svendita che non avverrà senza dolori e lascerà un prezzo altissimo da pagare alle future generazioni ignoranti.
Agli intellettuali di destra lasciamo quindi l’illusione che risponda a realtà il quadro raffinato (sic) di don Gianni, in particolare riguardo al ritorno di autorità, morale e religione.
Da parte nostra diciamo che non basta la politica degli annunci perché questi valori si affermino. Soprattutto quando si siano messe in atto tutte le leve idonee a scardinarli in tutte le </itunes:summary>
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		<title>Per un nuovo umanesimo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 18:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maestrogiuseppe</dc:creator>
		
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Qualche spigolatura tra cronaca ormai distrattamente percepita, studio e ricerca personale di un approccio professionale che sia ecologico ed umano.
Scuola, politica e lavoro, infatti, stanno assumendo sempre più i tratti della disumanizzazione, a cui spinge il frenetico rincorrersi di tutto quanto produce questa società.
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Scuola, politica e lavoro, infatti, stanno ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Qualche spigolatura tra cronaca ormai distrattamente percepita, studio e ricerca personale di un approccio professionale che sia ecologico ed umano.
Scuola, politica e lavoro, infatti, stanno assumendo sempre più i tratti della disumanizzazione, a cui spinge il frenetico rincorrersi di tutto quanto produce questa società.
La cronaca consuma i suoi stessi fatti a ritmo impressionante, inducendo una sensazione di spiazzamento continuo in chi tenta di ricondurre il tutto ad un ordine, se non rassicurante, perlomeno comprensibile.
La politica, priva di uomini degni dell’appellativo di statista, che pur fu assegnato al DeGasperi della ricostruzione e della legge truffa, si fa dettare giornalmente l’agenda dai media, a loro volta imbeccati dai potentati di sempre, ormai scesi in campo in forze e senza quel velo di pudicizia che ancora faceva parte dell’etica professionale di uomini come Gianni Agnelli.
Alcuni esempi per cogliere il livello di disumanizzazione raggiunto:

LAVORO
Il blocco al potere, PD e PDL per intenderci, cioè coloro che hanno governato alternativamente l’Italia negli ultimi 15 anni, hanno notoriamente messo in campo, senza troppi clamori, programmi politici molto simili tra loro.
Questi programmi, su un punto in particolare, molto evocato dai media in questi primi giorni di campagna elettorale, sembrano essere addirittura identici: la proposta di detassazione degli straordinari, richiesta a gran voce da Confindustria.
Non che la favola godesse di gran credito fuori dai circuiti autoreferenziali della politica, però lo strombazzamento continuo, si pensava, ne avrebbe fatto un tema apprezzato e condiviso dalla maggioranza dei cittadini, anch’essi ormai travolti dal cortocircuito continuo dell’informazione.
Peccato che il destino cinico e baro abbia giocato ier l’altro un brutto scherzo, con la morte dei 5 operai a Molfetta.
Ma il vortice tutto afferra e travolge, e questa volta non arrivano in soccorso neppure i funerali solenni (l’autopsia ruba tempo) a coprire le vergogne di una classe dirigente che non sa far altro, di fronte al lutto per questa ennesima tragedia del lavoro, che azzuffarsi su un altro tesoretto (12 miliardi di euro), quello che il governo aveva messo in mano all’Inail e che ora Confindustria rivendica per finanziare la sicurezza nelle imprese.
E il tema della detassazione degli straordinari? Per ora è congelato. Se ne riparlerà più avanti, passato il clamore, sempre più pregno di disillusione, per le morti sul lavoro.
 

SCUOLA
 Zitti zitti piano piano,
 non facciamo confusione,
 per la scala del balcone,
presto andiamo via di qui.
Così iniziava il travolgente concertato finale del Barbiere di Siviglia rossiniano.
Ogni riferimento e puramente casuale, tuttavia desta non poco stupore il silenzio assordante intorno alla programmazione PON, che sta facendo transitare dalle amministrazioni scolastiche delle 4 regioni del Sud cospicui finanziamenti, roba mai vista, praticamente il raddoppiamento del fondo d’Istituto (80 mila euro per ciascuna scuola), destinati all’ampliamento dell’offerta formativa.
In verità qualcuno l’allarme l’ha lanciato, e mi riferisco a Norberto Bottani che pubblica alcuni risultati di una sua ricerca  sul sito di ADI. Per il resto tutto tace. I bandi pubblici sono per la maggior parte  irrintracciabili, i compensi stratosferici per gli esperti (fino ad 80 euro l’ora) sono promessi senza alcun accordo di rete né riferimento normativo.
Il tutto viene giustificato (nel senso etimologico di legittimato) attraverso l’implementazione di un pesantissimo sistema di documentazione e monitoraggio on line di cui si dovranno far carico gli sfortunati (ed ormai latitanti) tutor interni.
Anche qui un esempio per intenderci: gran parte delle misure previste a favore degli studenti delle scuole superiori(obiettivo B e C) prevedono percorsi formativi di 50 ore funzionali alla successiva certificazione (linguistica, inform</itunes:summary>
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		<title>Lectio magistralis</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 20:23:40 +0000</pubDate>
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Prontamente è apparso il testo che il Papa avrebbe dovuto pronunciare e che sarà letto da altra persona domani, all’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza.
E così domani sapremo dai commentatori come il Papa riconosca il valore del domandarsi socratico che sta alle fondamenta dell’Università, istituzione cattolica nelle sue radici, e che perciò può esser vista sempre [...]]]></description>
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E così ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Prontamente è apparso il testo che il Papa avrebbe dovuto pronunciare e che sarà letto da altra persona domani, all’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza.
E così domani sapremo dai commentatori come il Papa riconosca il valore del domandarsi socratico che sta alle fondamenta dell’Università, istituzione cattolica nelle sue radici, e che perciò può esser vista sempre e solo, in particolare in questa occasione, con gli occhi del genitore verso il figliol prodigo.
Un papa che si appoggia a Rawls e ad Habermas per affermare il suo buon diritto a mettere l’ultima parola nel discorso sulla verità. Un papa filosofo umanista, il cui pensiero è tacciato d’inconsistenza dagli scientisti, come nella più classica e becera querelle tra scienze umane e scienze della natura.
Un papa che dà l’impressione di non aver saputo compiere quel salto essenziale nell’assunzione al soglio, e che quindi un giorno è trascinato nella lotta politica di basso cabotaggio, un altro nella disputa dialettica e filosofica, quasi fossimo veramente ancora nel medioevo degli Studia.
O forse un Papa che vuole portare il confronto in Terra, tra gli umani, sul piano della Ragione, e con gli strumenti della Ragione e gioca le sue carte con buona perizia.
Quando citando Agostino ad esempio dice:
“L'uomo vuole conoscere - vuole verità. Verità è innanzitutto una cosa del vedere, del comprendere, della theorìa, come la chiama la tradizione greca. Ma la verità non è mai soltanto teorica. Agostino, nel porre una correlazione tra le Beatitudini del Discorso della Montagna e i doni dello Spirito menzionati in Isaia 11, ha affermato una reciprocità tra "scientia" e "tristitia": il semplice sapere, dice, rende tristi.”
– cala sul tavolo una carta ad effetto che non manca di far riflettere l’uomo contemporaneo.
Ma siamo sicuri che questa volontà di conoscere sia ancora così forte per questo uomo? E siamo sicuri che la scienza, la Sapienza, si alimenti ancora oggi con questo combustibile: la volontà di conoscere la verità?
Un Papa e una Chiesa che patiscono l’urgenza assillante di essere al passo con i tempi, che nulla hanno a pretendere da questo mondo, dato che il mondo di Cristo non è di questa terra.
Sembra quasi che, non vorrei dire uno sproposito, il messaggio cristiano sia inefficace rispetto alle urgenze dell’attualità, che sono urgenze di cambiamento. Coloro che agiscono impulsivamente, i ragazzi, insieme a quanti osano s-coreggiare (sia detto in senso etimologico e non blasfemo, vale a dire come vociare fuori dal coro), vengono accusati, guarda caso, di essere portatori di una mentalità retrograda. Ogni gesto dell’avversario viene visto come un salto all’indietro. Sembra che solo non contraddicendo il pensare comune, allinenandosi correttamente e prestamente, si possa veleggiare con i moderni.
E tutto per un episodio che più provinciale non si può immaginare, che ha scomodato il direttore del TG2, il cardinal Ruini e nessun giornale straniero, che non può spaccare le coscienze come uno scisma in altri tempi.
Ma i direttori delle Banche Europea e mondiale, di tanto clamore, che ne pensano? Loro non debbono approntare discorsi validi per ogni occasione, solo registrare, anticipare, predire, speculare. Mai aggiornare l’agenda con qualche argomento di quelli che erano tanto cari a Woijtila, e che Ratzinger non sa più rappresentare.Alla verità di questo mondo cosa contrapponiamo, di qua e di là del Tevere?
Valori di un altro mondo, che ormai non hanno più neppure un angolino nella nostra terra, nella nostra carne, nel nostro animo, in cui continuare ad ardere.
 

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