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	<title>Reteuropaistruzione Blog&#038;Podcast</title>
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	<description>Un blog che parla di tecnologie nella scuola</description>
	<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 16:38:24 +0000</pubDate>
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		<itunes:summary>Un blog per documentare la vita della nostra scuola, aperto a tutti:docenti, alunni, genitori</itunes:summary>
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		<title>La tv su Internet</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 17:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maestrogiuseppe</dc:creator>
		
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		<itunes:summary>Sempre più spesso su Internet s'incontrano video dalle funzioni più svariate: informativi, esplicativi, didattici, di denuncia, esibizionistici...
Da un po' di tempo spopola YouTube, a cui sempre più spesso attinge la tv mainstream e addirittura...la regina d'Inghilterra.
A quanto pare è l'ora di trasbordare la tv su Internet. Circa 10 milioni di utenti a banda larga sono il target di questa operazione.
E' già attiva una sorta di tv su Internet, a cura dei veterani di HTML.IT, si chiama ICTV.
Ma quale il programma/progetto della TV su Internet?
A sentire chi se ne occupa, manager dal cognome, Confalonieri, che è tutto un programma, si lavora su  3 grandi direttrici:

Snack TV (riproposta del meglio della televisione in pillole di 3 o 4 minuti).
Video on demand in pay per view (riproposizione di film, serial, fiction a pagamento)
User Generated Content (prodotti generati dagli utenti)

Va da sè che quest'ultima direttrice sembra la più interessante, benchè l'obiettivo ultimo sia, a detta del manager di RTI Interactive media, lo sbarco in televisione.

Navigate un po' il sito, che è comunque una ricca fonte d'aggiornamento per quanti sono interessati alle tematiche.
Segnalo WEB RADIO, BLOG E INFORMAZIONE LA TV SUL PC IL FUTURO DELLE WEB TV


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		<itunes:keywords>blog, video, internet, tecnologia, informatica</itunes:keywords>
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		<title>Bloggando bloggando</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 05:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maestrogiuseppe</dc:creator>
		
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	<category>professione docente</category>
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Quest&#8217;anno le attività promosse e documentate per mezzo del nostro blog didattico sono state molto seguite, sia dagli alunni e dai genitori delle classi coinvolte, che da altri colleghi e da altre scuole della penisola, con qualche intervento anche di blogger estranei al mondo della scuola.
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		<itunes:summary>Quest'anno le attività promosse e documentate per mezzo del nostro blog didattico sono state molto seguite, sia dagli alunni e dai genitori delle classi coinvolte, che da altri colleghi e da altre scuole della penisola, con qualche intervento anche di blogger estranei al mondo della scuola.
Commenti improntati tutti alla soddisfazione, complimenti per l'uso delle tecnologie nell'ambito didattico, curiosità verso le iniziative dell'audiolibro e del Pinocchio a puntate recitato dai bambini, che hanno arricchito il diario.

In particolare il blog è stato seguito da un gruppo di docenti di Carbonia (Cagliari), impegnati in un corso sulle tecnologie didattiche, condotto da Giuditta Cossu e Raffaele Mazzella, moderatore di Indire.
Al termine del percorso formativo sono stato invitato a discutere della mia esperienza con i corsisti. Martedì pomeriggio, in un meeting coordinato da Raffaele in ambiente Breeze, ho potuto rispondere alle domande postemi dai docenti.

Le mie riflessioni "a caldo" dopo l'incontro con i docenti di Carbonia, le ho inserite nel forum Gritti BDP, ma le riporto anche qui come contributo al dibattito.

Vi ringrazio per quest’incontro che è stata un’ occasione per metariflettere su quanto vado facendo e sperimentando quotidianamente da alcuni anni.
Vi dirò che in questo tempo sono cambiati il mio modo di pensare ed il mio modo di insegnare.
Pur con tutte le cautele del caso, che bene avete rappresentato nei vostri interventi, credo che il gioco valga la candela.
La scuola italiana è in crisi, i vecchi formati didattici non reggono più.
Molti degli interventi che ho ascoltato hanno focalizzato il tema del tempo, risorsa scarsa nella scuola odierna.
Forse però il vero problema è quello della frammentarietà che s’introduce nell’insegnamento e nell’apprendimento degli alunni, proprio perché non si vuole rinunciare al vecchio ed aprirsi, con qualche rischio, al nuovo.
Il problema dell’unitarietà dell’educazione, tanto caro alla vecchia pedagogia, torna d’attualità e ci invita a riflettere sulle nostre scelte quotidiane in campo didattico.
Ormai siamo tutti consapevoli di non dover offrire più ai nostri ragazzi, perché la società non chiede questo, la trasmissione di saperi codificati, ma piuttosto di operare con loro quotidianamente la predisposizione di nuovi campi d’esperienza, con cui la nostra società è chiamata di continuo a confrontarsi.
Nel futuro che li attende essi dovranno imparare a tendere l’orecchio, l’occhio, la mente sempre un passo oltre quello che le prospettive fugaci dell’attualità porranno loro di fronte.
Occorre allora pensare a ricostruire un’unità diversa, non quella del sapere e forse neppure quella della persona, ma quella dell’esperienza.
La mia esperienza didattica con il blog, rispondevo ad un collega durante l’incontro on line, non è nata tutta vestita ed armata come Minerva dalla testa di Zeus, ma si è venuta facendo nel tempo, modificando, arricchendo su se stessa ed aprendosi verso l’esterno.
Ora è il tempo di fare il punto, di dare unitarietà, tirare le somme, ed è per questo che ho accettato il confronto con voi e vi ringrazio.
Il discorso del tempo scolastico però esiste, e va rimesso al centro del dibattito ed affrontato non con soluzioni tecnocratiche come quelle proposte dalla Riforma Moratti.
Il tempo è la risorsa più richiesta, ma è la sua qualità quello che conta ed è quindi inutile dilatarlo o riempirlo secondo il bisogno o l’urgenza del momento. E comunque non è la sola risorsa. Ci vogliono anche le risorse umane.
Nelle scuole a tempo pieno non mi sembra che l’uso delle tecnologie sia maggiormente diffuso che altrove.
E’ la qualità: ripeto! Il tempo passato nel laboratorio, davanti al computer, può essere improduttivo, mero trastullo, alleggerimento dall’oppressione del lavoro in classe.
Ringrazio quindi Raffaele, che con le sue conclusioni ci ha richiamato alla concretezza d</itunes:summary>
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		<title>SOCIAL NETWORKING - ancora contro la scuola</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Mar 2007 19:19:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Da qualche giorno sto seguendo un nuovo blog, ONE WEB 2.0 curato da HTML.IT e dedicato al Web 2.0, la mia passione culturale del momento.
Ogni giorno uno o più post su svariati argomenti, poca partecipazione (pochi commenti) e qualche buona dritta.
Oggi pomeriggio mi è capitato di leggere un post dal titolo “Formare sul Social Networking” [...]]]></description>
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Ogni ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Da qualche giorno sto seguendo un nuovo blog, ONE WEB 2.0 curato da HTML.IT e dedicato al Web 2.0, la mia passione culturale del momento.

Ogni giorno uno o più post su svariati argomenti, poca partecipazione (pochi commenti) e qualche buona dritta.
Oggi pomeriggio mi è capitato di leggere un post dal titolo “Formare sul Social Networking” ed ho, chiaramente, raddrizzato le antenne. Poche righe per dire che bisogna fare formazione sull’argomento e che sennò è inutile piangersi addosso poi, quando avremo registrato il prossimo fiasco (o la moda avrà fatto il suo tempo, aggiungo io).
Incuriosito dal solitario commento, leggo la risposta di tal DarCas, che sottolinea la mancanza di alcun contributo alla discussione da parte del post.
Ed allora mi faccio curioso e comincio a cercare.
Un salto su Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Social_networking e scopro come il fenomeno del SN si sia sviluppato negli Stati Uniti attorno a tre grandi filoni tematici: l'ambito professionale, quello dell'amicizia e quello delle relazioni amorose.
Non contento continuo la ricerca e trovo un blogger, tal Marco Montemagno, giovane intraprendente e di successo ( vedi il suo curriculum), che in un post datato 2004 ci spiega che cos’è il Social Networking.
Come al solito nella lettura di questi blog s’impara di più dai commenti (quando si trovano e non vengono censurati) che dal post, e scopriamo come il social networking sia anche un sistema di business e non solo un modo per condividere passioni e gusti e crearsi una rete di amicizie.
Discussione strana quella in calce al post di Montemagno…al messaggio iniziale segue una risposta due anni dopo…
Il bello è che il primo commento chiedeva pareri su una comunità  di SN italiana, Metello, a cui nessuno sapeva rispondere su cosa permettesse di  fare.
Ebbene la comunità, dal 2004, di passi ne ha fatti, ma verso la direzione peggiore.
Ho provato a collegarmi per rendermi conto. Si tratta di video, e della peggior specie.
Ma la cosa peggiore è che nell’elenco dei tag spiccava in grande un nome: SCUOLA.
Lascio immaginare l’elenco delle imprese ivi documentate.
Con questo voglio denunciare l’abuso della libertà in rete da parte di questi presunti Social Networking.
E’ ora che il ministero usi altri mezzi che non gli slogan pubblicitari per colpire questi signori, che similmente a quanto faceva tempo fa un operatore telefonico, si arricchiscono (notare la pubblicità sul sito) ai danni della nostra credibilità e della salute mentale dei nostri ragazzi.
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