<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!-- generator="wordpress/2.0.4" -->
<rss version="2.0" 
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
	xmlns:dtvmedia="http://participatoryculture.org/RSSModules/dtv/1.0"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
>

<channel>
	<title>Reteuropaistruzione Blog&#038;Podcast</title>
	<link>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog</link>
	<description>Un blog che parla di tecnologie nella scuola</description>
	<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 16:38:24 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.0.4</generator>
	<language>it</language>
		<!-- podcast_generator="podPress/7.0" -->
		<copyright>&#xA9; 2003-2006</copyright>
		<itunes:new-feed-url>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/?feed=rss2</itunes:new-feed-url>
		<managingEditor>postmaster@reteuropaistruzione.net ()</managingEditor>
		<webMaster>postmaster@reteuropaistruzione.net</webMaster>
		<category></category>
		<ttl>1440</ttl>
		<itunes:keywords></itunes:keywords>
		<itunes:subtitle></itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Un blog per documentare la vita della nostra scuola, aperto a tutti:docenti, alunni, genitori</itunes:summary>
		<itunes:author></itunes:author>
		<itunes:category text="Education"/>
<itunes:category text="Education">
  <itunes:category text="Education Technology"/>
</itunes:category>
<itunes:category text="Education">
  <itunes:category text="K-12"/>
</itunes:category>
		<itunes:owner>
			<itunes:name></itunes:name>
			<itunes:email>postmaster@reteuropaistruzione.net</itunes:email>
		</itunes:owner>
		<itunes:block>No</itunes:block>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:image href="http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/wp-content/plugins/podpress/images/powered_by_podpress_large.jpg" />
		<image>
			<url>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/wp-content/plugins/podpress/images/powered_by_podpress.jpg</url>
			<title>Reteuropaistruzione Blog&#038;Podcast</title>
			<link>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog</link>
			<width>144</width>
			<height>144</height>
		</image>
		<item>
		<title>Che fine hanno fatto le comunità di pratica?</title>
		<link>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/?p=107</link>
		<comments>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/?p=107#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2007 20:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maestrogiuseppe</dc:creator>
		
	<category>idee</category>
	<category>web</category>
	<category>formazione</category>
		<guid isPermaLink="false">http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/2007/10/06/che-fine-hanno-fatto-le-comunita-di-pratica/</guid>
		<description><![CDATA[
Siamo ormai ad anno avviato e, come di consueto, nella mia posta cominciano ad arrivare le solite offerte e proposte per il solito master in e-learning o in learning object con i soliti costi.
La novità sta nella concorrenza che cominciano a farsi Università e privati, nella fattispecie Tuscia e Garamond.
Al solito in lista, e parlo [...]]]></description>
		<wfw:commentRSS>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/?feed=rss2&amp;p=107</wfw:commentRSS>
			<itunes:subtitle>Siamo ormai ad anno avviato e, come di consueto, nella mia posta cominciano ad arrivare le solite offerte e proposte per il solito master in ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Siamo ormai ad anno avviato e, come di consueto, nella mia posta cominciano ad arrivare le solite offerte e proposte per il solito master in e-learning o in learning object con i soliti costi.
La novità sta nella concorrenza che cominciano a farsi Università e privati, nella fattispecie Tuscia e Garamond.
Al solito in lista, e parlo della lista dei tutor e-learning, Anitel, arrivata ad oggi a mille iscritti, piovono le richieste, le proteste per i costi e per le presunte discriminazioni. Già...sarebbe ora di chiarire ai colleghi (e-tutor) la differenza tra un master e un perfezionamento rilasciato da una società privata, ma tant'è...
Anche se poi le Università non sono proprio tutte uguali...
Quello che si è perso, o forse non si è mai riuscito a far decollare, è l'autentico spirito di condivisione che anima le comunità di pratica. Perchè in fondo chi si è dato da fare in questi anni, chi si è impegnato ed è cresciuto senza acquisire titoli, ma solo esperienza e competenza, se si è speso a favore degli altri non è stato per finire nei ruoli di Garamond, o di Tuscia o di RCS...
O forse si?!?
Sta di fatto che queste due società, che l'anno scorso andavano d'amore e d'accordo, oggi si azzannano, ed anche una persona equilibrata come Valerio Pedrelli perde l'aplomb e va sopra le righe...
Cosa è successo?
Cosa è successo in For, dove pochi mesi fa si progettavano le regole di un ambiente che potenzialmente doveva servire un esercito di qualche centinaia di migliaia di docenti, ed ora si ritrova con 50 colleghi tutti intenti ad inanellare haiku e tanka?
Personalmente ho sempre ritenuto un errore chiudere l'ambiente ai soli docenti, i quali già tendenzialmente amano chiudersi nelle conventicole e nei gruppetti.
E ancora peggio funzionano i sottogruppi, dove è stata data la possibilità di conoscersi e di scambiarsi mail, ma la comunicazione latita e financo fissare un appuntamento per un incontro in sincrono diventa una cosa problematica.
Alla faccia del web 2.0!
Su questo scenario cadono come macigni le riflessioni a margine della sua esperienza di moderatore di Marco Guastavigna. Riflessioni come sempre molto interessanti e che colgono nel segno ma che, per una strana ironia, sono blindate nella piattaforma e forse arriveranno alle orecchie e alla testa di poche decine di docenti.
Gli altri continueranno a chiedersi se, chissà un giorno, con un bel master in tasca, conquistato smanettando qualche ora alla sera al computer...

Sono forse quelli che non sanno proprio rinunciare alla "...vana rincorsa alla "novità" tecnologica fine a se stessa, modalità di rapporto con l'universo digitale cara non solo al mercato, ma anche chi ha interesse a creare nei colleghi una sorta di dipendenza dalle proprie (pseudo)competenze di "manovra" dei software o delle pagine internet.."</itunes:summary>
		<itunes:keywords>idee, web, formazione</itunes:keywords>
		<itunes:author>postmaster@reteuropaistruzione.net</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>LA SCUOLA DOPO LE NUOVE TECNOLOGIE 2</title>
		<link>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/?p=96</link>
		<comments>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/?p=96#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jun 2007 17:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maestrogiuseppe</dc:creator>
		
	<category>idee</category>
	<category>didattica</category>
	<category>tecnologia</category>
	<category>formazione</category>
	<category>e-learning</category>
		<guid isPermaLink="false">http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/2007/06/30/la-scuola-dopo-le-nuove-tecnologie-2/</guid>
		<description><![CDATA[
Se nel post precedente mi son lasciato prendere la mano, ora, dopo aver completato la lettura del volume di Biondi, voglio rimediare con alcune note a margine, cercando di evidenziare alcuni, a mio parere, snodi importanti della discussione e del problema, trascelti tra le tante cose condivisibili ma meno rilevanti che infarciscono il libro.
Le idee [...]]]></description>
		<wfw:commentRSS>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/?feed=rss2&amp;p=96</wfw:commentRSS>
			<itunes:subtitle>Se nel post precedente mi son lasciato prendere la mano, ora, dopo aver completato la lettura del volume di Biondi, voglio rimediare con alcune note ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Se nel post precedente mi son lasciato prendere la mano, ora, dopo aver completato la lettura del volume di Biondi, voglio rimediare con alcune note a margine, cercando di evidenziare alcuni, a mio parere, snodi importanti della discussione e del problema, trascelti tra le tante cose condivisibili ma meno rilevanti che infarciscono il libro.
Le idee di fondo di Biondi in merito al problema della scuola e dell’integrazione delle nuove tecnologie sono note. Ora risaltano forse ancor più nitidamente, dopo anni di sperimentazioni che hanno messo capo ad alcune certezze.

Tutti i problemi ruotano intorno ad alcune parole chiave, e cioè: costruttivismo, spazi, strumenti tecnologici e tempi (ambiente).
Ne aggiungerei un’altra, che ritorna spesso nell’argomentare del nostro, e cioè libro.
Partiamo proprio da quest’ultimo, che il nostro in fondo utilizza proprio come veicolo privilegiato per la trasmissione delle sue idee, e pare essere molto preoccupato di riaffermare  quale tecnologia insostituibile, di cui non ci libereremo troppo presto e troppo facilmente.
Il libro quindi non potrà mai essere alternativo, nella scuola, alle nuove tecnologie, ma complementare e, forse, anche più centrale ed importante di quanto non lo sia adesso.
Sostituendo, infatti, il classico manuale con i Learning Objects, nelle scuole entreranno finalmente i libri veri, quelli per approfondire.

Spazi: sono gli spazi fisici dell’apprendimento quelli che, secondo Biondi, dovrebbero subire maggiormente l’impatto trasformativo delle nuove tecnologie.
Peccato che il modello proposto sia sviluppato nella solita, lontanissima, America, e che i principi che lo sorreggono, pur ispirati alla centralità delle relazioni sociali nel contesto formativo, siano riportati dal Biondi in rigoroso idioletto inglese!!!

L’ambiente d’apprendimento è visto come un sistema sociale, un sistema a legame debole, centrato sulle attività del soggetto che apprende. Il ruolo dell’insegnante è più defilato, di supporto e di sostegno, facilitatore di processi.
Con la rete ci aggiungiamo pure un po’ di serendipity e siamo atterrati in pieno costruttivismo. Una teoria che ha il suo fascino.
Ma se è vero che il costruttivismo è la teoria più aggiornata e condivisa nel panorama della pedagogia contemporanea, mai la pratica didattica, quanto accade nelle nostre scuole oggi, ne contraddice maggiormente gli assunti.

Il rischio è pertanto che le tecnologie, intese come ambienti per l’apprendimento, finiscano per riprodurre le tipiche modalità trasmissive della didattica frontale e in presenza. 
Questo già avviene con l’e-learning, ormai destinato a soddisfare solo mere esigenze addestrative della formazione aziendale.
E’ la conclusione a cui giunge anche, per strade parallele, Marconato, ed è il rischio maggiore a cui va incontro la scuola nel tentativo di inglobare le tecnologie didattiche nel quotidiano, ammortizzandone l’impatto.

Un altro “chiodo fisso” di Biondi è la natura dell’informazione veicolata dalle tecnologie, dei materiali digitali, che per la gran massa dei contenuti attuali, progettati secondo i precetti della carta,  è ancora troppo ancorata al modello simbolico-ricostruttivo della conoscenza, e non sfrutta a pieno le potenzialità dei linguaggi autenticamente diversi che popolano il mondo del digitale.

Il tempo e lo spazio della scuola, infine, non sembrano più adeguati ad una integrazione funzionale delle TIC nella didattica.
Le esperienze pilota infatti, sembrano sostenersi su scenari che nulla hanno a che vedere con la scuola ordinaria. Progetti scuola-casa, scuola-ospedale, piccole isole, scuola-azienda, che utilizzano le potenzialità della rete per vincere l’isolamento, costruire e condividere collettivamente i saperi, sostenere a distanza la libera ricerca degli alunni, sono e resteranno sempre pratiche di difficile disseminazione.
E non basterà sviluppare tecnologie ed ambienti ad hoc, o</itunes:summary>
		<itunes:keywords>idee, didattica, tecnologia, formazione, e-learning</itunes:keywords>
		<itunes:author>postmaster@reteuropaistruzione.net</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
		<item>
		<title>Ancora su FOR: tra gruppi di discussione e discorso sul metodo</title>
		<link>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/?p=89</link>
		<comments>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/?p=89#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 May 2007 11:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maestrogiuseppe</dc:creator>
		
	<category>idee</category>
	<category>politica scolastica</category>
	<category>formazione</category>
		<guid isPermaLink="false">http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/2007/05/06/ancora-su-for-tra-gruppi-di-discussione-e-discorso-sul-metodo/</guid>
		<description><![CDATA[
Ancora un post dedicato alla formazione in rete. Ormai star dietro al rincorrersi delle novità e delle informazioni in Internet, anche facendo uso accorto di strumenti di filtro e selezione, non è molto facile, ma tant&#8217;è&#8230;Noi continuiamo, irresistibilmente attratti dal flusso comunicativo del web.
Da qualche settimana il centro catalizzatore delle mie ricerche e dei miei [...]]]></description>
		<wfw:commentRSS>http://lnx.reteuropaistruzione.net/blog/?feed=rss2&amp;p=89</wfw:commentRSS>
			<itunes:subtitle>Ancora un post dedicato alla formazione in rete. Ormai star dietro al rincorrersi delle novità e delle informazioni in Internet, anche facendo uso accorto di ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Ancora un post dedicato alla formazione in rete. Ormai star dietro al rincorrersi delle novità e delle informazioni in Internet, anche facendo uso accorto di strumenti di filtro e selezione, non è molto facile, ma tant'è...Noi continuiamo, irresistibilmente attratti dal flusso comunicativo del web.
Da qualche settimana il centro catalizzatore delle mie ricerche e dei miei interessi è diventato, malgrado tutto, o forse per sottile e involontaria strategia, la piattaforma FOR di formazione dei docenti.
Più passa il tempo e più si rafforza l'impressione, però, che l'artefatto tecnologico sia configurato appositamente come un ambiente poco e mal strutturato, ma altresì duttile e malleabile, e questo al fine di prestarsi facilmente ad assumere le forme richieste dai suoi utilizzatori, i docenti.
I quali sono pertanto chiamati, in questa prima fase, a partecipare collettivamente all'elaborazione di quel discorso sul metodo che dovrebbe contribuire all'edificazione della casa comune, mai definitiva, certo, ma gradualmente sempre più funzionale agli svariati bisogni dei suoi abitanti.

E così torna in campo l'interfaccia umana tra Indire e docenti, quel Raffaele Mazzella che abbiamo conosciuto ed apprezzato nei passati corsi per le sue doti umane e relazionali.
Ma pur sempre di fase preliminare trattasi, dove il numero ristretto dei partecipanti, pur nel rispetto di un approccio pluralistico, credo sia un requisito importante.
Auguri a Raffaele quindi, che ha recuperato tra l'altro una prassi comunicativa a cui sembrano refrattari i moderatori dei gruppi di discussione, cioè l'apertura di un filo parallelo aperto a tutti, a fronte della discussione ristretta agli specialisti. Cosa che avrebbe giovato anche ai GD, piuttosto di rinchiudersi, ad iscrizioni completate, in un forum asfittico.

Solo un piccolo/grande appunto, una curiosità scaturita dalla lettura di un intervento di Luca Redana, tra i più attivi nella discussione sul metodo: quale lo scopo di questo GD?
Le linee guida che s'intendono definire, relative alla conduzione dei gruppi di lavoro, di ogni ordine e grado, in presenza, a distanza, blended, orienteranno verso il basso, cioè serviranno a definire modalità operative nelle singole particolari realtà in cui ciascuno opera, ovvero serviranno piuttosto a chi dovrà tentare una sintesi più elevata?
E qui il mio pensiero non può non correre a quella riforma degli ordinamenti scolastici, mancata nei 5 anni di governo Berlusconi-Moratti, e che non pare all'orizzonte neppure del Prodi-Fioroni, ma di cui, a mio parere, la scuola italiana non può più fare a meno!

Cambiando argomento, vorrei completare il post di questa settimana proponendo la lettura di un articolo, in verità datato, comparso su Didaweb qualche mese fa, a cura del professor Antonio Vigilante (un altro professore di filosofia impegnato in rete) e relativo al programma ministeriale DIGISCUOLA, tutto incentrato sulla commercializzazione di pacchetti didattici multimediali (i "famigerati" Learning Objects) e delle Lavagne Digitali Interattive.*

Come dire: ecco l'orecchio sensibile dei nostri governanti!

Ed infine un ringraziamento ed un complimento alla collega Paola Limone, del 1^CD di Rivoli (Torino), che con il suo impegno di webmistress (il femminile di webmaster) offre una risposta concreta ad una delle esigenze più sentite nel mondo scolastico che si affaccia al web, e cioè quella della navigazione sicura.
Se è vero che il Piemonte è da sempre all'avanguardia in tal campo (si ricordano le linee guida dell'USR aggiornate già dal 2003), il lavoro della collega Paola è encomiabile perchè integra la dimensione umana della catalogazione delle risorse (gli alberi in stile Yahoo) e l'algoritmo Page Rank del nuovo motore RICERCHE MAESTRE, che gira sotto Google, con buona pace di tutti gli ammennicoli stile web 2.0, come RSS, Twitter, PIPES, 3d e chi più ne ha più ne metta...la cui vocazione evolutiva è sempre p</itunes:summary>
		<itunes:keywords>idee, politica scolastica, formazione</itunes:keywords>
		<itunes:author>postmaster@reteuropaistruzione.net</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:block>No</itunes:block>
	</item>
	</channel>
</rss>
