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	<title>Reteuropaistruzione Blog&#038;Podcast</title>
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	<description>Un blog che parla di tecnologie nella scuola</description>
	<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 16:38:24 +0000</pubDate>
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		<itunes:summary>Un blog per documentare la vita della nostra scuola, aperto a tutti:docenti, alunni, genitori</itunes:summary>
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		<title>Manifesto per una educazione aperta</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 09:32:17 +0000</pubDate>
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Forse in qualche istituto è iniziato il via vai dei rappresentanti delle case editrici.
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Si preparano le adozioni libresche.
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		<itunes:summary>Forse in qualche istituto è iniziato il via vai dei rappresentanti delle case editrici.
Si preparano le adozioni libresche.
Un'intera anta della mia libreria è occupata dai manuali in uso nelle 4 classi in cui insegno. Mallopponi che si chiamano Luperini, Intrecci, Futura, Promessi Sposi (edizione antologica ridotta), Lingua e Testi etc. e che ogni giorno appesantiscono la mia borsa lavoro e le stanche braccia che ne sostengono il peso durante la lettura quotidiana per la preparazione delle lezioni.

Ma chiaramente non è solo una questione di peso, come ben dimostra la Dichiarazione di Città del Capo sulla Istruzione Aperta, un appello a sbloccare le risorse aperte per la scuola, una ricchezza low cost frutto delle pratiche collaborative che l'ormai decennale vita della rete ha messo a frutto e a disposizione di studenti ed insegnanti.
Purtroppo non mancano gli ostacoli, non solo economici, alla diffusione di questa ricchezza:
Ci sono molti ostacoli alla realizzazione di questa visione. La maggior parte dei docenti resta ignara della crescente quantità di risorse educative aperte. Molti governi ed istituzioni educative non conoscono o non sono convinti dei benefici di una formazione aperta. Le differenze fra i tipi di licenza per le risorse aperte generano confusione ed incompatibilità. E, naturalmente, la maggior parte del mondo ancora non ha accesso ai computer ed alle reti che sono parte integrante degli attuali sforzi in direzione di un'educazione aperta.

LEGGETE L'INTERA DICHIARAZIONE


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		<title>La tv su Internet</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 17:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maestrogiuseppe</dc:creator>
		
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		<itunes:summary>Sempre più spesso su Internet s'incontrano video dalle funzioni più svariate: informativi, esplicativi, didattici, di denuncia, esibizionistici...
Da un po' di tempo spopola YouTube, a cui sempre più spesso attinge la tv mainstream e addirittura...la regina d'Inghilterra.
A quanto pare è l'ora di trasbordare la tv su Internet. Circa 10 milioni di utenti a banda larga sono il target di questa operazione.
E' già attiva una sorta di tv su Internet, a cura dei veterani di HTML.IT, si chiama ICTV.
Ma quale il programma/progetto della TV su Internet?
A sentire chi se ne occupa, manager dal cognome, Confalonieri, che è tutto un programma, si lavora su  3 grandi direttrici:

Snack TV (riproposta del meglio della televisione in pillole di 3 o 4 minuti).
Video on demand in pay per view (riproposizione di film, serial, fiction a pagamento)
User Generated Content (prodotti generati dagli utenti)

Va da sè che quest'ultima direttrice sembra la più interessante, benchè l'obiettivo ultimo sia, a detta del manager di RTI Interactive media, lo sbarco in televisione.

Navigate un po' il sito, che è comunque una ricca fonte d'aggiornamento per quanti sono interessati alle tematiche.
Segnalo WEB RADIO, BLOG E INFORMAZIONE LA TV SUL PC IL FUTURO DELLE WEB TV


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		<itunes:keywords>blog, video, internet, tecnologia, informatica</itunes:keywords>
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		<title>Le competenze per la cittadinanza: per un curricolo delle TIC</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 11:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maestrogiuseppe</dc:creator>
		
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E così siamo ripartiti.
Nonostante tutto il clamore che accompagna ogni ripresa, i cambiamenti restano impercettibili e si continua a far scuola stancamente, come ormai abitudine.
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Nonostante tutto il clamore che accompagna ogni ripresa, i cambiamenti restano impercettibili e si continua a far scuola stancamente, come ormai abitudine.
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		<itunes:summary>E così siamo ripartiti.
Nonostante tutto il clamore che accompagna ogni ripresa, i cambiamenti restano impercettibili e si continua a far scuola stancamente, come ormai abitudine.
Il nuovo ambiente pian piano diventa sempre più riconoscibile: i problemi, i modi di affrontarli, i ruoli, le gerarchie...assomigliano tanto a qualcosa di già visto.
Mentre aspettiamo di capire come andrà a finire, cioè se si riuscirà ad utilizzare al meglio competenze e potenzialità, risorse e strumenti,- in questo post voglio suggerire la lettura di un documento elaborato da Marco Guastavigna sulle competenze per la cittadinanza, tanto sbandierate e richiamate a partire dalle direttive di Lisbona; tra di esse rientra la cosiddetta "autonomia internettuale".
Un po' per fare da contrappeso a quanto si sarà impropriamente dedotto, soprattutto nelle nostre scuole, a partire dalle ultime dichiarazioni di Fioroni sul "peso" delle tre I.
Ma anche per aprire, se possibile, un dibattito costruttivo tra quanti come me in questi anni ci hanno creduto...

Partiamo dalla prima affermazione: "Attribuire una valenza intellettuale esplicita alla capacità di usare in piena autonomia le tecnologie della comunicazione contribuisce a...":
per punti:

	promuovere l'inclusione di tutti in una dimensione culturale aperta e cooperativa
	acquisire pieno diritto di cittadinanza nella società della conoscenza
	accedere autonomamente e liberamente a pratiche comunicative indispensabili per la vita futura.

L'importanza di queste finalità formative spinge Guastavigna fino a fargli coniare il neologismo dell'AUTONOMIA INTERNETTUALE, i cui presupposti, relativi alle sfere cognitive e relazionali, chiamano in causa direttamente l'atteggiamento della scuola nei confronti delle tecnologie.
Questa autonomia, per essere conquistata, come tutte le cose, va perseguita. E vanno abbandonati alcuni pregiudizi e visioni errate, come quella delle competenze tecnologiche, intese in senso sequenziale e statico, come frutto di un percorso addestrativo.
Va privilegiata invece una visione dialogico-interpretativa, dinamica, delle competenze tecnologiche, da assimilarsi tendenzialmente alle competenze comunicative del cittadino del nuovo millennio...

E per i pedagogisti, una suggestione:

"Assumere intenzionalmente, programmaticamente, la dimensione sociale della rete come "zona di sviluppo prossimale": questo tipo di collocazione rappresenta una opportunità notevole, nella quale ciascuno ha la possibilità di evolversi e crescere costantemente, proprio in virtù della relazione di interdipendenza paritaria con gli altri soggetti".

Forse finalmente, affrontando il problema da questa prospettiva, cioè da quella delle competenze chiave per la cittadinanza, potremo arrivare a chiarirci le idee sul ruolo delle tic nel curricolo? 

Buona lettura
http://www.noiosito.it/internettuale.htm

Edito per aggiungere che le Competenze Chiave di Cittadinanza (CCC) sono definite nel nuovo Regolamento sull'Istruzione Obbligatoria e riguardano gli alunni al termine del biennio della secondaria superiore.

scarica il documento</itunes:summary>
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