Sul

Ottobre 5, 2008 on 7:12 pm | In lavoro | No Comments

Uno degli aspetti più preoccupanti riguardo al problema del rigurgito razzista e xenofobo che attanaglia il nostro paese, è il fatto che il tema sia diventato oggetto di schermaglia politica e che quindi nell’arena delle fazioni contrapposte si usino tutti gli argomenti nell’affrontarlo, senza riguardo non solo alla verità dei fatti, ma  neppure alla convenienza e all’opportunità.
Abbiamo citato in precedenza la boutade di Gasparri che invita a ricordare tutti gli italiani maltrattati in passato (dove, in Africa per caso?- o negli USA? guardi che in Africa i cattivi siamo sempre stati noi e ancora ci toccherà pagare riparazioni di guerra alla Libia per i prossimi 20 anni!).
Ma l’altro giorno, nel contenitore di Santoro che si è occupato della questione nel solito modo, crudo ma diretto, forse un po’ provocatorio, ma realista, abbiamo assistito all’esercizio della retorica consueta ma anche di alcuni particolari atteggiamenti pseudo-supponenti, che però svelano immediatamente, all’occhio attento, faziosità e cialtroneria di fondo.
Mi riferisco ad un particolare episodio, una mezza gaffe, che forse sarà sfuggita ai più perchè meno eclatante delle bordate di Lerner e delle aggressioni denunciate da Santanchè, in cui è incorso il sindaco di Verona Luca Toso, leghista rampante che cavalca lo slogan della sicurezza a tolleranza zero, nella cui città però si muore per non aver voluto offrire una sigaretta a dei teppisti.
A lui e ai suoi simili avrà pensato Maroni quest’estate quando ha varato il pacchetto sicurezza e poteri ai sindaci.
Ebbene, nel corso della puntata, mentre la redazione proponeva una serie di slide con cifre e percentuali relative al lavoro degli extracomunitari (clandestini e non) in Italia, mostrando come essi contribuiscano al PIL e alla fiscalità generale, Toso è insorto contestando i dati di una slide che indicava il numero degli immigrati (2 milioni e duecentomila mi pare) e il dato percentuale sulla popolazione (6.0% della popolazione).
La contestazione verteva sulla congruità dei due dati, che secondo Toso era smaccatamente falsata per il fatto che quella percentuale, calcolata sulla popolazione del nostro paese, di 60 milioni di abitanti, dava una cifra di extracomunitari ben superiore (3 milioni e 600 mila) rispetto a quella dichiarata dalla redazione di Annozero.
Se Santoro è rimasto temporaneamente spiazzato dall’intervento del sindaco leghista, che stava sbugiardando i suoi collaboratori e di riflesso tutta la trasmissione (del resto questa è la strategia dichiarata: mostrare sempre la faziosità e falsità dell’interlocutore), io da casa sono subito rimasto colpito da un aspetto della contestazione del sindaco leghista.
E vale a dire: Toso di fronte a due dati (percentuale e quantità) ha subito puntato su quello relativo alla quantità, piuttosto che sulla percentuale. La quantità, cioè i 2milioni e 2centomila immigrati sono il dato primario da cui si ricava poi la percentuale, ma il nostro era convinto che fosse quello il dato bugiardo, chissà perchè.
Così è andato avanti allo sbaraglio, contando sul fatto che la sbugiardatura che pensava di realizzare avrebbe anche messo in luce un dato preoccupante (un numero esagerato di stranieri) e sarebbe pertanto risultata funzionale alla sua politica allarmistica.
Ma così facendo non è stato in grado di fare l’unico ragionamento sensato di fronte a quei dati.
E cioè che il parametro su cui era calcolata la percentuale, che era giusta come il dato numerico, ERA LA POPOLAZIONE ATTIVA  e non la popolazione complessiva del nostro paese. Cosa del resto coerente con la finalità dell’indagine, CHE RIGUARDAVA IL MONDO DELLE PERSONE CHE LAVORANO.

Un mondo a cui non sa guardare il sindaco leghista, troppo preso dalla spinta a realizzare i suoi obiettivi mediatici. Anche se questa volta la figura rimediata…

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