Lavagne interattive multimediali: nuova frontiera o…solita minestra?
Luglio 6, 2007 on 9:13 am | In didattica, tecnologia, informatica, e-learning | 3 Comments
Mentre sto per andarmene in vacanza, quella vera, rigeneratrice, che si gode davvero solo col distacco totale dal mondo del lavoro (niente Internet, niente scuola), -non posso fare a meno di pensare alle novità in cantiere, in ambito di nuove tecnologie, e a coloro che addirittura sono intenzionati a sacrificare al loro studio proprio questo tempo di vacanze.
E mi riferisco a quanti si sono iscritti, curiosi, interessati, speranzosi, al gruppo di lavoro sulla Lavagna Multimediale Interattiva nella scuola primaria, promosso su FOR da fine Giugno a fine Settembre.
La curiosità nasce forse dal fatto che l’oggetto in questione non appartiene a quella categoria di artefatti tecnologici di uso quotidiano, cioè presenti già nelle case e nelle vite di noi tutti; e tutto fa pensare che, in quanto tali, mai lo diventerà.
Ve la immaginate una LIM piazzata a bella vista in salotto, magari a fianco della tv al plasma?
L’interesse sgorga invece dal cronico deficit di risorse che affligge la scuola italiana.
Una scuola e una didattica sempre da ripensare, dove addirittura una docente può arrivare a riproporsi, su For in una discussione, di dover assolutamente imparare a fare le gif animate “ …sennò cosa insegno a questi bambini?”
La speranza infine è quella di poter accedere, magari attraverso una qualche corsia preferenziale, alla prevedibile estensione verso la scuola primaria, della sperimentazione DIGISCUOLA, con relativi finanziamenti.
Il progetto, lo ricordo, è stato rivolto per quest’anno ad un certo numero di scuole secondarie della penisola, con preferenza per quelle del Sud Italia, e prevedeva un largo utilizzo di Learning Objects e Lavagne Multimediali, con partecipazione al business delle relative aziende produttrici.
Lascio al lettore il gusto di farsi un giro sui vari siti imbastiti all’uopo, alla ricerca di documentazioni e valutazioni relative al progetto.
Come detto, la curiosità è molta e partecipare significa accaparrarsi 3 portatili/docente e 3 lavagne multimediali (forse anche 3 proiettori), investimento che nessuna scuola di base potrà mai permettersi in autonomia finanziaria.
Ma i vantaggi didattici quali sono? E che consistenza hanno?
Su For, che come detto propone addirittura un gruppo di lavoro sul tema, è apparso recentemente un contributo della professoressa Silvana Pirruccello, che insegna Lingua e Letteratura Inglese a Lentini, Siracusa, presso il Liceo Scientifico ‘E.Vittorini’.
La docente ha già vasta esperienza riguardo all’integrazione di tecnologia e didattica, usa Moodle, usa il pc in laboratorio ed in classe.
Cito da For:
“La Lavagna Multimediale Interattiva si è inserita in questo ambiente digitale di apprendimento migliorando la continuità tra le attività didattiche in presenza ed il lavoro in rete.”
Quindi, dalle premesse già s’intuisce un aspetto importante connesso all’uso di questa tecnologia avanzata: il suo essere, appunto, qualcosa di molto avanzato, che si pone come migliorativo di prassi didattiche già spinte in là dall’uso delle tecnologie.
Successivamente, per valorizzare ed esplicitare ulteriormente le opportunità d’uso della LIM si dice:
“L’integrazione dei contenuti didattici digitali in classe,…., è spesso complicata dall’impiego di strumenti diversi (personal computer, lettore DVD, proiettore) che richiedono tempi lunghi di allestimento e vincolano ad un uso frammentario ed episodico. La Lavagna Multimediale Interattiva può ovviare a questa frammentarietà.”
Cioè, in pratica, l’utilizzo in classe della LIM, che richiede un livello avanzato di competenza tecnologica e progettualità didattica, sarebbe motivato dalla difficoltà d’uso e d’allestimento dei vari componenti (che fra l’altro abitano le classi, almeno quelle della mia scuola, da diversi anni).
Ma andando avanti:
“Sperimentando l’uso della Lavagna Multimediale Interattiva ho compreso che questa tecnologia non è semplicemente uno strumento per la presentazione di contenuti, ma rappresenta un’occasione per ripensare la lezione frontale.”
Ma va? E io che pensavo che anche la presentazione di contenuti, le slide powerpoint per intenderci, fossero già un ripensamento ed una ridefinizione della lezione frontale?
Poi la collega passa a spiegare come abbia imparato ad utilizzare la lavagna da autodidatta
“…attraverso la letteratura scientifica, leggendo molti interessati studi di caso ed esperienze documentate di ricerca-azione.”
Chiaramente la docente di lingua, onore al merito, non ha avuto problemi ad aggiornarsi su studi internazionali, rigorosamente in inglese.
Sulle difficoltà d’utilizzo, poi, non si nasconde dietro ad un dito, e soprattutto rimarca la necessità di un approccio graduale, partendo dalla scrittura sullo schermo, per arrivare alla realizzazione di veri e propri Learning Objects specifici.
Segue e conclude l’intervento una rassegna analitica delle condizioni in cui la multimedialità favorisce l’apprendimento, ed una prudente messa in guardia dal rischio di sovraccarico cognitivo a cui la stessa espone.
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Niente di particolarmente innovativo, a quanto pare, ed allora vediamo come, a livello universitario, si stia cercando di focalizzare il “valore aggiunto” dello strumento.
Secondo il professor Bonaiuti, del gruppo di lavoro LTE di Calvani, Firenze, uno degli effetti più interessanti dell’introduzione delle LIM ( o IWBs secondo l’acronimo inglese) è stato quello di rilanciare il dibattito sulla multimedialità e sulle potenzialità della comunicazione visiva.
D’altra parte sono individuabili criticità di diverso tipo, da quelle denunciate a suo tempo da Clifford Stoll (la computer grafica abbassa il livello di attenzione della gente), ad altre emerse negli studi più recenti, tra le quali primeggiano difficoltà tecniche e ridotta qualità della partecipazione da parte degli allievi.
Tralasciando il problema costi e sostenibilità economica, riporto alcuni altri aspetti di criticità evidenziati nelle più recenti ricerche, secondo le quali la LIM …
- Può sollecitare il narcisismo del docente
– Rischia di rafforzare un modello didattico “trasmissivo”
– Può passivizzare l’ascolto
– Può indurre ad accelerare i tempi sui singoli argomenti e semplificare eccessivamente.
– Può rallentare i ritmi con intralci di tipo tecnico
– Può ridurre la lezione ad uno show
– Può rendere banale tutto il resto
– Può stancare la vista degli allievi
Non mancano, in verità, anche aspetti positivi emersi dalle ricerche, che sono però sempre i già noti vantaggi legati all’uso delle tecnologie (facilitazione degli apprendimenti, motivazione).
Due sono infine le aree di utilizzo suggerite da Bonaiuti e riguardano l’esposizione di contenuti e lo sviluppo di esperienze.
Ma seguendo queste piste ripiombiamo nel mare magnum delle tecnologie di rete e collaborative, del web 2.0, della simulazione e chi più ne ha più ne metta, un mare dove è facile naufragare e dove si perdono di vista la specificità dell’oggetto ed il suo valore aggiunto, da cui prendeva le mosse anche questa ricerca.
Stiamo a vedere.
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