Senza ritegno

Dicembre 31, 2008 on 11:52 am | In società, cronaca, politica, informazione, guerra | No Comments

S’incominciano a prendere le giuste misure in merito a quanto sta avvenendo a Gaza.
Il primo a farlo è l’attuale presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (non il segretario, attenzione, normale politico arrivato ai piani alti, bensì uno speaker), che oggi si è lasciato andare alla seguente affermazione:
Il comportamento di Israele nel bombardare Gaza è semplicemente un atto di aggressione senza ritegno da parte di uno Stato molto potente verso un territorio che occupa illegalmente. E’ giunto il momento di intervenire con fermezza se l’Onu non vuole essere giustamente accusato di complicità per omissione. Gli attacchi aerei israeliani sulla striscia di Gaza rappresentano gravi e smisurate violazioni del diritto umanitario internazionale, così come definito dalle convenzioni di Ginevra, sia per quanto riguarda gli obblighi di una potenza occupante sia per le disposizioni delle leggi di guerra”.
Già, senza ritegno, come sono sempre i nostri politici della televisione.
Da Cicchitto, ancora convinto che occorra eliminare Hamas per risolvere il problema, a Capezzone, che difende il diritto di Israele all’autodifesa a suon di missili e piombo fuso, al ministro Frattini, fffbeccato dalla benevola critica di Lina Sotis, ancora una volta in vacanza proprio mentre scoppiano le peggiori crisi (quest’estate era alle Maldive mentre veniva bombardata Tbilisi).

Il punto è che mentre i primi due sono due speaker quest’ultimo è il responsabile della Farnesina, ovvero della politica estera del nostro paese.
Con i nostri militari schierati sul confine nord d’Israele dovrebbe essere un minimo preoccupato di quanto sta accadendo e rappresentare una posizione, una linea, meno supponente e unilaterale.
Soprattutto quando l’opposizione, nel nome di quel Massimo D’Alema suo predecessore e fautore dell’operazione che ha portato alla soluzione di una crisi per certi aspetti molto simile, come quella tra Libano e Israele dell’estate 2006, mostra tutta la cautela possibile.

Purtroppo oggi Israele non ha di fronte uno stato come nel 2006, quando l’impuntatura di Seniora fu decisiva per la soluzione della crisi.
E il silenzio di Abu Mazen, equilibrista sul baratro di una guerra generalizzata, è quantomai eloquente in questo momento.

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